Storia degli sci
Il termine sci deriva dal norvegese " skid " che significa ricoperto di pelle. Con la parola sci si indica ognuno dei due attrezzi usati per scivolare, camminare o saltare sulla neve ed anticamente rappresentati da due assicelle ricurve ricoperte di pelle di foca per evitare lo scivolamento all'indietro. Gli sci, come mezzo per spostarsi sulla neve, risalgono a tempi assai remoti. Al contrario di quanto si possa pensare, gli sci non ebbero origine tra i popoli nordici, bensì tra le popolazioni dell' Asia che, molti secoli prima di Cristo, usavano una specie di racchetta di forma ovoidale con la punta rivolta all'insù per facilitarne lo scivolamento. Importato dall'Asia alla penisola scandinava , gli sci divennero l'abituale mezzo di locomozione per le popolazioni nordiche. Ad Oslo, nel museo di Holmenkollen, si conserva lo sci considerato il più antico del mondo, ritrovato ad Ovrebro all'inizio del 1900 e risalente a 1000 anni avanti Cristo. Alcune riproduzioni graffite nelle caverne norvegesi e dedicate a Ullr, il Dio dello sci della mitologia scandinava, così come altri resti di sci ritrovati in Svezia presso Hoting, fanno risalire ancora oltre l'origine di questi attrezzi che, secondo lo studioso J.L. Babelay, l'uomo prteistorico aveva costruito imitando lo zoccolo delle renne.
1) zona dello sci artico (Giappone, Siberia, Finlandia, Norvegia del Nord) dove lo sci era lungo 170 centimetri e largo 20 e alle punte ricurve erano legate due lunghe funicelle che servivano per la direzione.
2) zona dello sci nordico (Islanda, Scandinavia, Groenlandia) dove lo sci era lungo anche 4 metri e largo soltanto 10 centimetri, con le punte ricurve molto più alte e l'uso, per la direzione, di un solo lungo bastone che doveva talvolta sopportare anche l'intero peso dello sciatore.
3) zona dello sci meridionale ( Caucaso, Alpi, Asia centrale, Europa del centro-nord) dove lo sci era cortissimo, lungo appena poco più del piede, e largo 8-10 centimetri.









